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Storia
Giulio Cesare e i centurioni adulteri.

Giulio Cesare e i centurioni adulteri.

Il cortometraggio comico da me scritto è ambientato nell’anno 46 a.c. due anni prima della morte di Giulio Cesare che noi sappiamo è stato ucciso.

In quel periodo è sposato con l’ultima moglie Calpurnia. Dal 66 al 44 a.c. ha avuto il Montificato Max,ha portato in questo periodo la Repubblica Romana a diventare un impero dittatoriale di cui era in sovrano assoluto incontrastato.

Da fonti storiche certe sappiamo che Giulio Cesare era beffeggiato dai suoi legionari che amavano farsi beffe dei generali nei carmina triumphalia, i canti che accompagnavano le sfilate degli eserciti vittoriosi attraverso il centro di Roma.

Durante la parata trionfale del 46 a.C. Giulio Cesare dovette sopportare gli sberleffi dei suoi soldati, che intonavano: “cittadini, sorvegliate le vostre donne, vi portiamo il calvo adultero”.

La storica inglese Mary Beard della Universita di Cambridge racconta nel suo libro “Ridere nell’antica Roma” lo conferma nelle sue ricerche che Giulio Cesare era preso di mira per la sua calvizia e la sua corona di alloro che era appunto messa per nasconderla e renderlo magnifico.

Con questi riferimenti ho creato per voi una bozza di cortometraggio comico in forma di storia comica più che di script mi faro perdonare la forma nei prossimi articoli. 😉

Attenzione: in questo script non sono rispecchiati i miei valori sulla vita amorosa sessuale e intima ma i loro. 

Interno giorno / SALA IMPERIALE

Scena 1

Generale Caius: “Sua maestà i nostri soldati nelle terre di Tessalonia stanno arretrando. Siamo sconfitti!

 Il generale Caius entra nella sala del trono al palazzo del re e genuflesso con il ginocchio sinistro in terra e l’altro piegato,inchina la testa in segno di umilta nei confronti di sua maesta imperiale.

Giulio Cesare seduto con schiena eretta sul trono,serio e distaccato ascolta il messaggio proveniente dalle terre dell’oriente da parte di Caius.

La sala del trono è illuminata da quattro grandi lucernieri con fiamme brucianti in segno di devozione a sua divinita imperiale. Marmi pregiatissimi e lucidi di color verde cornalino. Profumo di incensi nell’aria.

Giulio Cesare:” Quali sono le motivazioni delle sconfitte!?Generale Caius!?

Cesare con una maestosa corona di foglie di alloro sulla testa è molto preoccupato e pensa tra se che se non si risolve la crisi, l’impero sarà esposto agli attacchi dei Babilonesi e tutta la costa orientale del mediterraneo sarà a rischio.

Generale Caius:”Non lo sappiamo o Cesare!”

Parla a cesare con petto infuori.

Congedandolo il militare va via per la porta laterale di entrata delle guardie.

Calpurnia:”O mio divino! Mio amato! Cosa c’è che ti preoccupa?”

La sposa guardandolo con preoccupata empatia, cerca di incoraggiarlo e fargli sentire il suo appoggio nel momento gravoso.

Giulio Cesare: “Perla dei miei occhi! Figlia di Venere e Astarte! Le coste orientali sono a rischio. Non sanno spiegarmi la motivazione delle sconfitte che abbiamo sul fronte tessalonicese e non so come intervenire rapidamente per risolvere la crisi bellica in corso!”

Cesare ha una espressione seria e funeraria spiegando alla leggiadra e avvenente moglie il grave stato che lo opprime.

La moglie una inguaribile ottimista, aveva in mente una soluzione ma non voleva sminuire il marito e lo ascoltava impaziente che le chiedesse un consiglio.

Giulio Cesare:”Erminius dimmi cosa dicono gli oracoli riguardo alla crisi orientale, quali soluzioni i numi ci suggeriscono?”

In disparte il sacerdote del tempio di Giove Erminius abile lettore degli oracoli,ascoltava seduto e bevendo un coppale di vino di Pompei.Al richiamo del divino posa il nettare di bacco sullo scanno,si alza all’impiedi e va da Cesare frettolosamente.

Erminuis: “Chiederò all’oracolo o divino Cesare”.

Chiudendo gli occhi e invocando il dio Giove e recitando delle formule divinatorie e subitamente riaprendoli, lancia 20 pezzi di osso di stambecco, per leggerne il messaggio dagli dei. Le ossa come dadi rotolano e si distribuiscono sul tavolo facendo un rumore sordo e secco.

Rumore ossa in fiamme:”Trrrr…Trrrrr….Trrrr…Shhhhhhhaaaoooouuuuu”

Prendono fuoco misteriosamente sibilando.

Erminius:”Oooo..che spaventoo…mamma mia..mamma mia..Non so..non so…Aaaaaaaaa…..”

Erminius fissando terrorizzato le ossa incenerite e fumanti fugge via gridando.

Giulio Cesare:”Per Mercurio!E’ un cattivo presagio questo!O mia diletta sposaa…Siamo finiti..Siamo finiti..Se non saprò le motivazioni della sconfitta.Periremooo…Dammi un consiglio..Sorriso di Venere..Che illumina il mio cuore!”

Calpurnia non aspettava altro che il momento che glie lo chiedesse e piena di gioia trattenendosi da manifestare le emozioni in pienezza gli parla.

Calpurnia:”O occhio di Giove sulla terra..Tu che tutto puoi vedere in Lui.. Devi andare sul posto mascherato da mercante di abiti e di perle preziose e osservare cosa sta succedendo!”

Mentre parla Calpurnia manifesta spudoratamente la sua soddisfazione e gioia nel suggerire all’altissimo Cesare,suo amato e divino marito la sacra soluzione con uno sfavillante e bianchissimo sorriso. 

Giulio Cesare: “O che tu sia benedetta dalla dea Astarte per la tua saggezza figlia di Venere.La tua sapienza si estende luminosa su Roma. Partirò immediatamente!”

Anche Giulio Cesare ritrova la gioia e sorride radioso a Calpurnia lascia la sala guardando Calpurnia sorridente e toccandole in gomito dentro e con dominanza gurdandola negli occhi si distacca e corre alle scuderie.

Tre notabili gridando: “Cesare l’alloro è bellino ma deve essere più ciciottino! Ah!Ah!Ah!Uaaa…Ah!Ah!Ah!”

Mentre passa arrivato alla fine delle scalinate del palazzo.I nobili Marcus,Tiberius e Agrippus sarcasticamente.

Giulio Cesare:”BUUUuaaa..”

Esclama girandosi leggermente guardandoli indifferente e sprezzante andando dritto verso le stalle.

Scena 2

Tessalonia Piazza Centrale

Cesare travestito: “Centurione sono un mercante di stoffe. Posso mostrarle dei tessuti per la sua sposa?Sono di una leggiadria che verra trattato con amorevole cordialità al rientro dal fronte con questo dono per la sua amata!

Cesare arriva a Tessalonia ferma un centurione vendendogli delle stoffe e fare domande per capire il problema.

Centurione:”Mercante lasciami in pace!Vattene!”

Il centurione aveva delle occhiaie scavate ed era stanco come se avesse avuto una notte di bagordi in un postribolo.

Cesare: “Strano..molto strano..sul fronte un centurione non può andare in un prostribolo.Non ce ne sono..Mmmm…”

Pensa tra se allontanandosi dal soldato romano riflessivo.

Soldati che marciano:”Strrrr!Strrr!Strrr!Strrrr!Strrrr!

L’imperatore poi si avvicina al grande accampamento militare romano e vede una centuria che marciante risuonava dei gloriosi passi militari imperiali.

Cesare:”I soldati mi sembrano in ottima forma….Mmmmm…Voglio andare a vedere i soldati del nemico..Mmmm..Cosi mascherato potrò varcare i loro controlli e capireeee…Che accidenti succede!Mmmmm….”

Pensa tra se.

Giulio Cesare arriva alla frontiera per entrare nei territori controllati dai Tessalonicesi e varca tranquillamente le postazioni di controllo. Entrato nelle contrade nemiche, riesce a trovare i loro accampamenti militari e rimane scandalizzato e sorpreso dato che vede dei uomini deboli e gracili e a quel punto ancora più allibito torna indietro sempre più curioso di capire come fosse possibile che degli eunuchi come quelli, potessero sconfiggere i valorosi e fortissimi centurioni dell’impero romano.

E’ sera e depresso e confuso decide di andare a vedere cosa facevano di notte i suoi soldati prima della battaglia del giorno successivo. 

Giulio Cesare:”Forse non dormono abbastanza”

Pensa tra se.

E si avvicina alle tende che stranamente erano silezione e non si sentivano i centurioni russare in modo fiero come un soldato imperiale dovrebbe fare.

Giulio Cesare: “Ma cosa succede!?Non si sente il loro russare..Ma ci sono nelle tende??”

Entra in una tenda per controllare e non c’era nessuno,poi turbato entra in un’altra,un’altra ed erano tutte vuote.

Centurioni: “Si…ah!ah!ah!ah!ha!..Si..ah!ah!ah!ah!”

Guardando verso la fine del vasto accampamento vede dei centurioni che contenti e gioviali ridono felici gridando di gioia andando verso i vicini territori nemici.

Comincia a correte e li insegue. Li vede entrare nelle case dei tessalonicesi con modo di fare quasi a volersi abbassare le calosce mentre entrano dentro.

Giulio Cesare: “Ma che accidenti stanno facendo!?”

Si avvicina a una casa dove è entrato un centurione a origliare e sente delle grida di piacere provenire dal primo piano del palazzetto.

Donna:”hhhhIiiiiiiiiiiii….hhhiiiiiiiiiiiii…..hi hi  hii i i i i …hhhiiiiiiii….”

La donna nitriva come una cavalla.

Donna:”Guuuuuuu…guuuuu..gu..gu…Guuuuu..Guuuuuuuuuu…”

Giulio Cesare allora decide di andare a sentire anche nelle altre palazzine e avvicinatosi a quella vicina sente un’altra donna che gridava come una gufa.

Donna:”Cuuuuu..cuuuuuuu..cu..cu..cu..cu…cu..”

Cesare si avvicina a un’altra palazzina e sente un’altra tessalonicese addirittura cuculava.

Giulio Cesare: “Ma come si esprimono queste tessalonicesi durante l’amplesso! Poveri centurioni miei! Adesso capisco cosa sta succedendo. E i loro maritiiiii??

Uscendo fuori dal complesso cittadino scopre un’orda di uomini se cosi vogliamo chiamarli che bevevano e festeggiavano la futura vittoria,indifferenti alle corna che gli stavano mettendo le mogli.

Giulio Cesare:”Adesso ho capitooo..Bene!Torno subito a Roma!Durante il viaggio penso a una soluzione!”

Scena 3

Roma  Esterno giorno

Giulio Cesare dopo 20 giorni di viaggio stanco e depresso arriva in città con il suo carro da mercante con un cappuccio in testa con la testa tra le mani che non sa come fare di far fermare piu di mille soldati da accoppiarsi con le tessalonicesi la notte prima delle battaglie.

Comincia a girare per la città e si guarda intorno,la gente va ingiro scherza,chi lavora,chi va a mangiare ai thermopolium.

Gira per giorni e non trova nessuna soluzione finche passando dinanzi al tribunale romano vede la matrona Domitilla che era portata di forza dal consorte Arcelao in giudizio al foro romano.

Incuriosito entra dentro e furtivamente osserva il processo della donna.

Arcelao: “Sua eccellenza,la mia consorte mi combina ogni sorta di dispetto,mi critica su tutto e mi strilla qualsiasi cosa faccio.Mi ha messo persino un rospo nella zuppa di faggioli anziche le cotiche.Sono disperato.Desidero il divorzio!”

Giudice: “Matrona Domitilla cosa la spinge a fare una violenza domestica tale a suo marito”

Domitilla: “Signor giudiche l’ho scoperto che mi tradiva con la mia schiava e cortigiana Giacinta e la messa pure incintà!” 

Arcelao: “Cosaaaaa…Mi hai scopertoooo….O per bacco!Adesso capisco perchè fai cosi!Ma è stato un momento di debolezza..perdonami ti pregoo?”

Domitilla: “Giammai! Sei un vile porco..Me la devi pagare!”

E  la donna continuava arrabbiatissima e il processo tra i due che strillavano e inveivano l’uno contro l’altro.

Giulio Cesare:”Sono felicissimo..ora so cosa fare…rientro alla villa e convoco il senato per domani per dare disposizioni di intervento nella terra di tessalonia”

Sorridente e canticchiando ritorna alla villa reale col carro da mercante dirigendo i cavalli a trotto rapido.

 

Scena 4

Villa Camera da letto     Interno Giorno

Giulio Cesare:”Se non vi piegate vi mando al circo tra le fiere!”

Giulio Cesare svegliatosi va allo specchio e vede la sua immagine riflessa, con la sua manona bianca destra porta i capelli bianchi dritti spingedoli con la spazzola verso la fronte che ritornano dritti.

Giulio:”Per Zeus finalmente vi siete piegati.. Avete obbedito sudditi al vostro imparatore!”

Dopo tre volte che se li portava davanti sono rimasti in posizione.Sorridente pone sul suo capo una massiccia corona di alloro intrecciato.

Giulio Cesare esce dalla villa e con la sua biga color argento e va al senato dove lo attendono i senatori per un discorso riguardante il problema di guerra dopo il suo viaggio segreto.Ha finalmente trovato la soluzione.

Giulio Cesare: “Cari senatorii… ho riflettuto a lungo sul problema delle nostre perdite di guerre in tessalonia e ho scoperto che i nostri centurioni copulano in modo adultero con le mogliiii deiiii tessalonicesi!

Ho capito che c’è del dolo da parte dei mariti delle donne che le fanno accoppiare con i nostri soldati per spomparli prima della battaglia e vincerci.

Dato che i nostri centurioni sono tutti sposati e con donne romane, forti di carattere e decise su ciò che vogliono in un  matrimonio,dobbiamo mettere il problema nelle loro mani!

Dunque!Per far smettere di copulare i nostri soldati! Con le provocatrici donne tessalonicesi! Inviterò il comando centrale imperiale stanziato a Tessalonia di! minacciare! Di comunicazione alla moglie del soldato l’atto adultero se sara commesso! Come sanzione disciplinare dunque!Venga rimandato immediamente alla sua domus con la moglie arrabbiataa !

Hai voti!”

I senatori seduti sui marmi preoccupatissimi vedono Cesare entrare felice e ascoltano il suo meraviglioso discorso.

I senatori alzandosi all’impiedi con mano destra alzata comunicano il loro assenso e confermano la mozioni di invervento. Rimane seduto solo il vecchio senatore Cornelius, molto magro vestito con mantella bianca, occhi spenti, volto scavato.. che è sordo.. anzi sordissimoo..

Giulio:”Dategli un corno a Cornelius che non ha sentito!Schiavo perche esiti… non possiamo mica arrivare alle 14:00. C’è mia moglie che si arrabbia se non arrivo per tempo a pranzo alle 13:00!”

Anche Cornelius dopo aver capito la mozione si alza esile e magrissimo col braccio destro alzato.

Giulio:”Generale Caius! Comunichi al comando di Tessalonica le disposizioni prese immediatamente. Mandi la centuria Monte Mario!”

I Monte Mario sono un plotone di soldati agguerriti e massicci, rabbiosissimi e che picchiano come Mike Tyson. Cesare utilizzava i Monte Mario, dato che erano pericolosi e nessuno li infastidiva per portare i messaggi veloci, erano il what’s up dei tempi antichi.

Quando si muovevano i Monte Mario i numerosissimi briganti barbari dell’epoca in genere prendevano un periodo di vacanza per evitare problemi di salute sul lavoro. Sapete all’epoca non c’era il servizio sanitario nazionale e il C.T.O. Centro Traumatologico Ortopedico 🙁 🙂

Scena 5 

Piazza centrale senariale Esterno / giorno

Giulio Cesare esce soddisfattissimo dal senato con la maestosa corona di alloro sul capo e fiero che il duro lavoro sia stato premiato con grande successo.

Marciapiede dinanzi al colonnato del senato

Notabili:”Cesare attento che il vento di porta via l’alloro e si vede la coccia d’oro!Ah..Ah..Ah..Ah..Uaaa…Ah..Ah..Ah..”

Cesare reincontra i notabili che lo beffeggiarono al momento della partenza che lo deridevano allegramente.

Cesare si gira serio con espressione di sufficienza e sprezzante con busto eretto girando il busto e la testa verso di loro e se ne va con finta indifferenza.

Giulio:”Che meschino comportamento..indegno per dei senatori romani!Ma che hanno da prendermi ingiro poi,sono bellissimo..ho tante ammiratrici per la mia calvizie.. E mia moglie mi accarezza sempre la testa la sera venerandomi come giustamente fa, essendo un diooo..”

Mentre fa questa affermazione ha una pacchiana espressione da bambinone innocente sul viso.

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