Atti comici
Seneca e i notabili buontemponi.

Seneca e i notabili buontemponi.

  • Facebook
  • Twitter
  • AOL
  • LinkedIn

Gli antichi romani purtroppo avevano il cattivo gusto di ridere delle menomazioni altrui e Seneca cita in una delle sue opere una certa Arpaste, una serva matta ereditata dalla prima moglie “che non sa di essere cieca (…) e dice che la casa è buia”.

Il filosofo afferma con grande umanità che è contrario a ridere delle miserie della gente e aggiunge:

“Se voglio divertirmi con un pagliaccio, non devo cercare lontano: rido di me”.

Ho scritto un cortometraggio comico su Seneca e l’autoironia. Vi invito a leggerlo e a contattarmi per lavorare insieme in contenuti per voi e le vostre produzioni.

Buon divertimento!

Scena 1.EST./ ROMA-VIA DEI FORI IMPERIALI/GIORNO

Soldati: “Cittadini, sorvegliate le vostre donneeeee, vi portiamo il calvoooo adulteroooooo…”

I soldati cantano disposti sulla via al passaggio di Giulio Cesare.

Altri soldati: “Cesare sottomise le Gallieeeee, Nicodemeeeee sottomiseeee Cesareeee”.

Seneca: “E’ una cosa assurda! Come si può beffeggiare Giulio Cesare in trionfo vittorioso! Spudorati!”

Dice tra se il filosofo mentre osserva la parata i canti goliardici dei soldati.

Scritta sul muro: “Abbiamo pisciato a letto. Lo confesso, ospite abbiamo sbagliato. Ma se mi chiedi perché rispondo: non c’era un orinale”

Seneca cammina per un’ora e si accosta finche non arriva nei pressi di una famosa locanda molto ben gestita e prestigiosa girandosi casualmente dopo l’entrata sul muro di cinta legge

Seneca: “Che cialtroni! Che Cialtroni! Imbrattano pure i muri!”

Dice tra se arrabbiato

Bambino: “Papa non si fa! La mamma dice che non è rispettoso burlarsi dei nostri valorosi politici!”

Un bambino riprende il padre per strada dinanzi a Seneca dopo 15 minuti di cammino svoltando l’angolo.

Seneca: “Ma che bello! Che pargolo buono!  O che consolazione.. Che consolazione..”

Dice tra se Seneca felice all’udire le parole del bambino rientrando felice alla sua abitazione sita a 200 metri sulla via principale.

2 EST. /PARCHI PUBBLICI /GIORNO

Prati con erbetta verde in terra e fiori margheritine,alberi di cipresso sparsi intorno. Odore di margherite e di erba fresca nell’aria. Cinguettio di uccelli tra gli alberi. Ci sono 2000 persone in ascolto dinanzi a Seneca.

Seneca:”..e dunque questo è il senso ultimo delle cose e la verità che vi porterà ad essere uomini liberi cari cittadini..Un ultimo insegnamento voglio darvi. Smetttiamo di sbeffeggiare il nostro vicino,i nostri generali,i nostri politici e il nostro imperatore perchè cosi noi possiamo avere quell’armonia del cuore e vivere al riparo dell’ira degli dei!”

Seneca pronuncia questo discorso in modo serio e pacato a tratti sereno e fiducioso dell’intesa che si era creata di averli convinti di non schernire gli amministratori e le autorita romane.

PUBBLICO:”Ma che diceee..E’ matto..Senecaaaa…Buuuuuu…Fiuuuuuuuuu..”

Il pubblico inveisce contro di lui inaspettatamente fischiandolo.

Due tra il pubblico:”Capito Corneluis!Questo vuole che prendiamo ingiro noi stessi e ridiamo di noi..Ma ha bevuto troppo nettare di bacco stamattina prima di uscire dalla sua domus..”

Due del pubblico lo scheriscono.

Seneca: “No amici! Se giudicate gli altri non sarete mai felici!Guardate al vostro maggior difetto e ridetene con chi amate per favore!”

Pubblico:”Buuuuu…buuuuu..Vatteneeeee! Vatteneeeeee!”

La gente comincia a montare una sommossa.

Verdura volante:”Stump…Shuaaaauuumm..Stock!Strack!Strick!

Rumore di vegetali lanciati verso Seneca (carote, pomodori, mele, arance di Sicilia /molto buone/)

Seneca vedendo che gli lanciavano delle buonissime arance sicule ne approfitta per raccoglierle e metterle nella bisaccia però si sente bersagliato e vorrebbe fuggire ma la folla lo circonda inferocita ed è in grossi guai pur avendo di che mangiare per un pò di giorni data la verdura consegnatagli a domicilio a comizicidio. Abbassa il corpo e la testa e guarda un vicino gruppo di alberi e fa per andare a nascondersi dietro quando arriva una sua discepola la nobile Arcuzia la ragazza più bella di Roma a salvarlo.

ARCUZIA:”Cari concittadini cosa fate! Cosi trattate l’anima di Roma, il più grande pensatore e filosofo della nostra gloriosa città”

Arcuzia postasi dinanzi a Seneca con la sua scollatura magnifica che mostra impettita i suoi seni sprosperosi e castamente coperti,con i suoi occhi verdi incantevoli e le sue labbra carnose e il suo bianchissimo sorriso fissando il pubblico rabbioso.

Immediatamente il pubblico si ferma e rimane a bocca aperta ammirando la sua meravigliosa bellezza.

Pubblico: “Ah..ah..ah..ah..Oh bella figlia di Venere..Ah..ah..ah..ah…Siii..siiii..Evviva Arcuzia! Evviva Arcuzia!”

Tutto il pubblico immediatamente si calma ridendo con lei, dell’eccesso di rabbia e sdrammatizzando con la simpatia della ragazza e Seneca lascia il parco per dirigersi sulla via Salaria per andare dalla moglie che ha bisogno di aiuto a portare della roba acquistata per dirigere gli schiavi.

3 EST. /ROMA VIA SALARIA /GIORNO

PADRE DEL BAMBINO:”Domitius sei gentile con gli amicheetti.Non si fa! Devi prenderli ingiro anche tu.. Come loro fanno con te. Capitooo! Tah!”

Un genitore che cammina con un bambino di 8 anni lo rimprovera e lo schiaffeggia una volta sulla guancia destra

BAMBINO:”Aaaaa.aaaaaa…uaaaaaaa..uaaaaa..”

Il bambino piange fortemente dal dolore dello schiaffo e del rimprovero ingiusto.

Seneca:”Ma buon uomo che cosa sta facendo!Che cosa sta facendo!Ma si vergogni!Insegnare queste cose al suo bambinoooo…”

Seneca reagisce arrabbiato.

Padre del bambino:”Cosa vuoleeee..mi lasci in pace..invandente di un filosofooo..Adesso chiamo le guardie!Guardieeee….guardieeee!”

Dei soldati a distanza di 70 metri vicino a un palazzo si girano seri per capire e intervenire. Seneca se ne scappa via per una via interna girando l’angolo e si salva dalla figuraccia.

DONNE:”Precipuo buttati giu dal cipuooooo..Ah!Ah!Ah!a!a!a!”

Delle donne si prendono burla di un eunuco a testa rasata che passava di loro vecchia conoscenza schiavo della famiglia nobile romana dei Marcuzius.

Seneca:” Ma cosa dite a quel poveretto! Ma vergognateviiii …”

Seneca rimproverandole

Donne: “Come osi? Cornacchia! Adesso chiamiamo i nostri mariti e te le facciamo suonareeee… rompiscatole!”

Rispondono mandando i loro schiavi a cercare i mariti per farlo picchiare.

Seneca se ne scappa in una via adiacente correndo,nascosto tra le domus, prima che venga picchiato dai mariti delle donne,ex-gladiatori liberti.

BAMBINI:”Severius..mangiati un periussssss…Ua..ah..ah..ah..ah!”

Dei bambini ridendo di un loro amichetto giocando tra loro lo spingevano addosso un muro di una casa.

Seneca: “Ma cosa fate piccoli mieiiii… Ma non è bene prendere ingiro e a spinte il vostro compagno di giochi. Su andiamo!”

Rimproverandoli paternamente e con misericordia per la loro tenera età

Bambini: “E se non smettiamo…sentiamooo… che ci fai!!??”

Rispondono cattivamente.

Seneca: “Vi punisco! Vi offro dei dolci al termopholium!”

Gli dice sorridente e carismatico.

Bambini:” Che dici Seneca! E la chiami punizione!”

Seneca: “No in effetti e un premio..se mi rispondete!”

Bambini: “Come??”

Seneca:” Voglio farvi una domada?”

Bambini: “Dicci?”

Seneca: “In passato vi è successo di essere trattati male anche a voi da amici?”

Bambini: “Be veramente si!”

Seneca:”Come vi siete sentiti?”

Bambini: “Male..Abbiamo pianto.. Ci sentivamo cosi soli..”

Seneca: “Guardate il vostro amichetto come è spaventato è come voi?”

Bambini si girano a guardare il loro amico che era seduto per terra che li guardava confuso e spaventato. Uno dei bambini gli prende la mano e lo aiuta ad alzarsi e dispiaciuto lo abbraccia.

Seneca:”Bene,venite figli miei andiamo al termopholium a mangiare i dolci..”

Bambini: “Si padre Seneca”

I bambini calmi, sorridenti e commossi con il loro amichetto lo seguono e in silenzio e ordinati mangiano al banco del bar-ristorante di strada.

 

Scena 3 INT. /SALA DI RICEVIMENTO CASA SENECA /GIORNO

La sala di ricevimento circondata da colonne di marmo pregiate bianchissime, pavimento verde topazio. Sedie di legno di libano. Odore di gelsomini esposti davanti al tempio domestico di Giove come offerta votiva che riempie la domus bellissima e modesta nella sua maestosita.

Seneca è in attesa nel notabile Marinus Rodarius suo finanziatore a cui doveva milioni di sesterzi che gli aveva prestato per curare la moglie da un male incurabile.

Marinus Rodarius entra minaccioso e gli fa un ultimatus (un avvertimento)

MARINUS RODARIUS:”Caro Seneca se non mi paga l’ammontare della cifra prestatale entro la fine dell’anno, io saro costretto per il diritto che mi è conferito dalla legge di confiscarle i beni e vendere lei e la sua famiglia come schiavi.”

Parla in notabile serio, seppur dispiaciuto, visto il valore della persona con cui parlava mi riferisco a Seneca.

Seneca lo ascolta in silenzio dispiaciuto e i due guardandosi in silenzio si congedano. Seneca lo accompagna alla porta. Rodarius lo guarda negli occhi dispiaciuto mentre Seneca imbarazzato lo comtraccambia nel guardarlo ma abbassa successivamente lo sguardo e chiudendo il portone della domus ha il busto ribassato su stesso che esprime il suo sconforto momentaneo.

Seneca:”30.000 sesterzi è una cifra impossibile da pagare in contanti persino per l’imperatore. Io ho un anno di tempo per pagare,però devo diventare ricchissimo per pagarlo. Per Zeus come faro!???”

Pensa il filosofo tra se.

Intanto entra la moglie bellissima con un abito bianco che mostra le gambe dallo spacco frontale, con una scollatura che rende bella più bella della dea Artemide che gli va vicino come la Sacra gatta di Osiride e lo abbraccia baciandolo.

PRISCILLA:”Ohhhh..caro.. Stanotte sei stato magnifico! O mio  saggio consorte, sei l’incarnazione del dio Eros!”

La moglie dopo la notte di passione svegliatasi, va da lui ricordando i momenti intimi notturni, esprimendogli il suo affettuossissimo e sacro apprezzamento. Seneca le sorride e dimentico del notabile abbraccia e bacia con passione Priscilla, poi la nobile donna lo lascia guardandolo divertita e sorridente negli occhi per fare il bagno mattutino dove le schiave la aspettano per assisterla nel lavaggio corporeo e lui da serio sorride guardandola un pò distaccato ma felice.

Seneca: “Non so ancora come..??Ma troverò un modo per saldare il debito. Per l’immenso amore che provo, per la mia divina perla Priscilla!”

Seneca pensa tra se pensando a Priscilla l’incantevole moglie, sicuro di farcela, i suoi occhi guardano dinanzi, il suo busto eretto e fiero, le labbra del viso si stringono. (Very powerfull!) 🙂

Scena 4 EST. / VIA FORI IMPERIALI /GIORNO.

I marciapiedi bianchissimi in marmo. I maestosi palazzi. Le statue colorate tutto è magnifico in via dei Fori Imperiali. E’ primavera e l’aria è profumata di fiori di gelsomino.

Seneca ritrovato il suo buon animo dopo l’affetto ricevuto dalla moglie cammina per la via pregando Zeus di aiutarlo a guadagnare quei soldi in qualche maniera, era un uomo romano molto devoto e mai perdeva la speranza in Dio che potesse aiutarlo nei momenti duri della vita.

Avrebbe comunque accettato il fato e la volontà del dio se non avesse pagato il debito e fosse diventato schiavo.

A un certo punto passa un suo carissimo amico il senatore Claudius Giovialus,una persona di grande statura culturale e morale, devotissimo al dio mercurio a cui sacrificava incenso e buoi ogni festività annuale.Seneca lo stimava più di un fratello.

Seneca:”Buongiorno carissimo Claudius pupilla degli occhi di Zeus come sta mio caro?”

CLAUDIUS:”Buongiorno mio amato amico,benissimo grazie!E tu mio caro?”

Seneca:”Benee!benee!Grazie!

E Claudius lo abbraccia mentre Seneca trattenendo e nascondendo la commozione lo ricambia nell’abbraccio di amicizia fraterna. Puoi vedere il suo viso che da gioviale, ha il busto eretto, nella scena durante all’abbraccio di Claudius si appoggia vicino la spalla destra senza toccarla e gli occhi diventano un pò lacrimosi senza lacrimare,è commosso di fatto.

Claudius sta andando di corsa al Senato e si congeda rapidamente dopo lo scambio di affetto fraterno.

Claudius:”Vado ho una riunione politica. Ti saluto Seneca caro!”

Seneca: “Ti saluto anche io Claudius. Buon lavoro!”

Claudius:”Grazie!”

Claudius lo guarda di sfuggita sorridendogli e lo lascia rapidamente guardando nella direzione del palazzo dove deve dirigersi.

Fatti 50 metri due facoltosi notabili romani Romolus e Remus guardando verso Claudius cominciano a befferggiarlo pesantemente.

NOTABILI:”Claudius ci hanno detto che vuoi conoscere le tue nobili originiiii e che stai studiando del tuo albero genealogico.

Stai cercando nella famiglia sbagliata!

Tua madre ha tradito tuo padre con un corpulento schiavo africano!

Uaaaa…aha ha ha ha ha ha..Uaaa..ah ah ha ha”.

(era una battuta frequente nell’antica Roma, amici, quella del sarcasmo sul non essere figli legittimi, in questa sezione dello script sto riproducendo una modalità espressiva burlesca specifica del tempo.)

Scena 5 EST. /FORI IMPERIALI / GIORNO

Seneca: “Mi avete spezzato il cuore in due! E’ la persona più cara che ho quella persona che schernivate. Ma siete matti??”

Appena Seneca sente quelle affermazioni assurde e volgari si sente improvvisamente ferito e umiliato come se avessero fatto quelle affermazioni a lui e arrabbiato si rivolge ai due notabili con la frase che leggi sopra.

Notabili: “Che antipatico, invadente che sei filosofo! Mica l’avevamo con te!”

Rispondono imbarazzati i notabili a Seneca dalle affermazioni di rimprovero di Seneca.

Seneca:”Ma è vostra abitudine prendere ingiro gli altri in modo cosi volgare?”

Notabili:”Certo! Questa è la cultura di Roma.Bigottooo..Tontolotto! Uaaa..ah..ah..ah..ah!”

Seneca: “E questo lo chiamate divertimento. Se devo trovare qualcuno di cui ridere mi basto io!”

Notabile Romulus:”Come fai a divertirti cosi? E’ impossibile io non ci trovo nulla da prendermi ingiro in me! Ma sei masochista filosofo??”

Seneca:” Si può. Vi sfido! Vi insegno come si fa . Vi va?!”

Seneca determinato e sicuro li guarda negli occhi Romulus che ha parlato e Remus che ascoltava divertito e beffardo.

Romulus:”Ma che dici??Tu che ne pensi Remus?”

Remus:”E proviamo..ci facciamo due risate con questo matto.Ua..ua..ua..ua..ah..ah.ah!”

Romulus:”Va bene!Ah..ah..ah..ah..!”

Li vedi nella scena che ridono insieme.

Seneca:”Bene! Vi aspetto domani all’ora media alla mia domus. Vi saluto!”

Fissa l’appuntamento e sorridente gioviale li saluta con la mano destra alzata in modo informale. Riabbassatala se ne va.

Scena 5 INT. DOMUS GIORNO

I due notabili bussano. Seneca apre la porta e li porta nella sua stanza di lavoro. Un meraviglioso studio con un tavolo bianco in marmo levigato egizio.Le pareti sono verdi con dei vasi disposti agli angoli di meravigliose orchidee cactus rosse che spandevano il loro inebriante profumo in aree.

Notabili:*Allora facci divertire filosofo!?

Seneca:”Ma certo!Pero non è gratis!”

Notabili:”Come?”

Seneca”Dovete pagarmi!In risata!”

Notabili:” In risataaaa??Ok ti paghiamo! Facci ridere!”

Seneca:” L’altro giorno stavo uscendo dal tempio di Giove con mia moglie e un bambino ha lasciato cadere una buccia di banana per terra. Io camminavo in forze e deciso con la mia amata sposa e ci sono scivolato sopra improvvisamente e mi sono trovato sdraiato a terra.. Ne ho approfittato per un pò di relax sulla comoda strada civica!”

Notabili:”Ah!ah!ah!ah!ah!Ua..ah..ah..ah!”

Seneca:”Sapete io ho problemi con il mio piatto quando mangio..E’ un piatto di ceramica etrusca allergico..”

Notabili: “Come allergico?”

Seneca: “Si soffre di allergia al proprietario. Cioè me!”

Notabili: “E che fa scusa?”

Seneca: “Be tira fuori i piedini e se ne scappa via nella direzione della porta di casa per uscire quando mi siedo a tavola..”

Notabili: “E come lo fermi?”

Seneca :”Semplice!Lo tengo al guinzaglio prima di sedermi! Be dopo il pranzo per non stressarlo lo porto un pò a spasso! Sempre col guinzaglio.”

Notabili:” Scusa Seneca, sei sicuro che un piatto?Da come dici sembra un cane!”

Seneca:”No!E solo un piatto! Un pò matto!”

Notabili:”Ua..ua..ua..ua..ua..Ah..ah..ah..ah..”

Seneca: “Ciascuno di noi cari amici ha un lato comico da scoprire sapete? Che coinvolge la sua persona, le cose che ha, le persone che incontra e il proprio modo di relazionarsi con esse.Saperlo riconoscere ci libera dal giudicare gli altri male e ci aiuta a sdrammatizzare e superare i nostri complessi nella nostra vita sociale e personale!”

Dice Seneca carismatico, con sguardo magnetico e un sorriso affascinante appena accennato.

Notabili: “Interessante! Dicci Seneca.. Che dobbiamo fare per imparare a fare cosi?”

Seneca: “Semplice chiedendosi quali sono i propri difetti e pensandoci in modo esagerato e contrario!”

Notabili: “Come?”

Seneca:”Romulus quale è il tuo più grande difetto?”

Romulus:”Mettermi le dita del naso e scaccolarmi!”

Seneca e Remus:”Ah!ah!ah!ah!Ah!”

Seneca: “Vedi già parlarne fa ridere. Sei simpatico. Schifosamente simpatico! Ah..ah..ah..ah..”

Remus: “Il mio più grande difetto e fare la pipi fuori dal buco del terreno della latrina domestica. La mia schiava sta sempre a lamentarsi! Perchè mia moglie si lamenta con la schiava e la schiava si lamenta con me in nome di mia moglie!”

parla Remus con aria irritata e imbronciata

Seneca e Romolus:”Ua..ua..au..ua..ah..ah..ah..ah..”.

Seneca: “Bene Remus allora immagina di schernire te per questa cosa come se fossi un’altra persona che lo fa. Cosa diresti?”

Remus:”Sei un gran piscione comprati un marmittone!”

Seneca: “Metti il tuo nome nella frase e guardati allo specchio che sta li, dicendotela!”

Remus:”Si! Remus sei un gran piscione comprati il marmittone!”

Tutti  e tre:”Ua..ua..ua..ah..ah..ah..ah..ah..”.

Seneca: “E Romolus sappiamo che sei un uomo scaccoloso grande,forte e strepitoso!Ah..ah..ah..ah..!Vorresti dirlo allo specchio e ridere di te come fai abitualmente degli altri?”

Romolus:”Si! Romolus sei un uomo scaccoloso grande, forte e strepitoso! Ah..ah..ah..ah..”

A un certo punto mentre i tre fraternamente crescevano nella pratica dell’autoironia arriva la schiava che lo avverte che è arriavato Rodarius per parlargli con urgenza.

Marinus Rodarius:”Buon pomeriggio egregio Seneca, mi rincresce di disturbarla, ma le devo comunicare che i soldi deve restituirli entro la fine del mese prossimo e non più tra un anno.”

Seneca:”Capisco!”

Risponde serio Seneca rimanendo impassibile,come se nulla fosse,dinanzi ai suoi amici.

Marinus Rodario:”La lascio.La saluto egregio Seneca!”

E salutandolo con un sorriso e sicuro a petto in fuori se ne va via.

Seneca:”Amici sento di voler stare da solo.Lasciatemi per favore.”

Notabili:”Si Seneca.Ci dispiace del problema che hai con Marinus Rodarius. E’ spietato quando si tratta della restituizione di un prestito.Ti salutiamo.”

E i due notabili se ne vanno via uscendo dalla porta della domus.

 

Scena 5 /Via delle Terme di Caracalla /Sera

AMICI:”Romolus ma che hai fatto sei straordinariamente positivo e allegro. Non ti avevamo mai visto cosi?”

Romolus cammina per la via delle Terme allegro che ride di se allegramente e degli amici lo incontrano e apprezzano la sua allegrezza.

MATRONA DOMITILLA:”Romolus ma che sguardo radioso che ha! Ma complimenti!”

La matrona apprezza il suo cambiamento dovuto all’autoironia

Romolus:”Grazie!”

Le risponde e va via

TARCISIUS MOERIUS:”Ma Romolus ma lei mi deve spiegare cosa le è successo la vedo veramente positivo.Non l’ho mai vista cosi. Cosa sta facendo di bello in questo periodo?”

Romolus:”Caro Tarcisius la ringrazio per l’interesse, ho imparato a sdrammatizzare i miei difetti e a riderne.”

Tarcisius Moerius:”Ma davvero?E come ha fatto io non ci riesco. Ora devo andare ma passero alla sua domus per capire il suo segreto, il suo elisir di gioia! Me lo deve insegnare.”

Romolus:”Ma con piacere.Glie lo insegnero se le fa piacere.Passi pure Tarcisius.”

ORCULIDE:”A Romolus mi sembri un eunuco con questo sorriso stampato sulla faccia. Quel dissennato di Seneca ti ha dissennato pure a te!Ua!Ua!Ua!Ua!Ua!”

Romulus:”Mi sento infastidito! Che atteggiamento deficiente!”

Dice Romolus tra se e se stizzito.

Scena 7 Via Salaria /MATTINO

Remus:”Oggi è una giornata molto nuvolosa, per Zeus guarda che nuvole nere. Mamma mia..” 

Puoi capire che è brutto tempo e lui le guarda commentando tra se e se parlando esternamente per 3 secondi pur se in mezzo al marciapiede con altre persone circolanti nei suoi pressi, ma a distanza.

Remus:”Be per far andare via le nuvole penso che sia bel tempo magari cambia.Pensiero positivo Remus..Pensa positivo e la cosa avverrà.”

Niente puoi vedere Remus che fa commenti tra se e se mentalmente il pubblico lo vede a bocca chiusa,con espressivita facciale e occhi speranzosi.

Quindi Remus pensa allegro che il tempo sara assolato a breve,convinto che accadrà e continua camminare.A un certo punto scoppia un temporale con un forte acquazzone e intorno a lui la pioggia non cade,c’è un raggio di sole che parte dal cielo tra una apertura tra le nuvole e l’acqua gli cade intorno.

PASSANTI:”Ammazza! E’ come è possibile??”

ALTRI PASSANTI:” Per zeus! Per Zeus!”

Gli si arressano intorno fermandosi a fargli domande sull’accaduto. Insomma la luce da palcoscenico seppur naturale la aveva a quel punto gli spiega tutto come un famoso artista giocoliere.

Remus:”Cari concittadini sto seguendo la scuola di Seneca. Lui mi ha insegnato che quando si vuole qualcosa bisogna divertirsi e pensarla durante il giorno e la cosa avviene inaspettatamente.”

Passanti:”E come si fa.Ce lo spieghi?”

Remus:”Non ora mi sta aspettando per la spesa la mia amata moglie Elena devo dirigere i nostri schiavi, perdonatemi. Passate a trovarmi alla mia domus domani mattina,vi spiegherò molto felicemente. Grazie!”

A un certo punto mentre camminava si gira verso un muretto e ricorda di un suo acerrimo nemico che da adolescente lo ha picchiato perchè voleva i suoi soldi e comincia a pensarci,ripensarci.

Remus:”Che vigliaccata mi ha fatto!Che vigliaccata mi ha fatto!Se lo prendo..lo prendo..Lo porto dai pretoriani cosi gli legano le mani”.

Dice tra se assorto nei suoi pensieri.

A un certo punto passa inaspettamente proprio la persona che stava pensando che gli parla.

ESPREGIUS LAODICAO:” Remus!Ehiii! dammi 300 sesterzi senò di addobbo (di botte)!”

E’ un uomo con la barba,va vestito con casacca che scopre il petto e lascia libere le braccia muscolose. Un pò sullo stile bronzi di Riace, solo che ha un viso scavato e ignobile. Un delinquente di strada.

Remus:”No!”

E si allontana girandosi 90° rispetto all’interlocutore  minaccioso, spostandosi un metro indietro senza scappare e  rimanendo fermo deciso a difendersi serissimo e forte nella sua apparente passività, fissando lo sguardo nella direzione della sua posizione.

Espregius Laodicao:”Sei un eunuco infame! Me la pagherai!”

L’uomo insultandolo se ne va verso la sinistra di Remus indifferente lungo la strada.

Scena 6 INT. Domus Seneca / POMERIGGIO

Seneca è depresso anche se fiducioso legge i passi dei filosofi greci, la lettura di Plutarco lo motiva ad andare avanti che il fato lo aiuterà se avrà un pensiero positivo. Nonostante questo è depresso suo malgrado dovendo pagare un immenso debito contratto per curare Priscilla da un tumore maligno con successo.

Porta domus:” Toc! Toc!”

Seneca sente un leggero battere nella porta della villa. Lo schiavo stava riposando e non voleva chiamarlo per non svegliare anche la moglie che era in camera da letto. Va a vedere chi è ed eventualmente aprire.

Seneca: “Chi è che bussa?”

Notabili: “Siamo Romolus e Remus Seneca. Disturbiamo?”

Seneca:”Si!Vi prego sono turbato!Ci vediamo un altro giorno!”

Romolus:”No Seneca abbiamo avuto una idea che risolverà i tuoi problemi economici..”

Seneca:”E quale?”

Remus:”Aprire una scuola di autoironia come lo chiameranno nel futuro centro di formazione permanente e ci faremo pagare molti sesterzi per sesterzi al mese per insegnare autoironia a tutta Roma.Trasformeremo la Città da un prendersi ingiro a un ridere di se collettivo!”

Seneca:”Bene ottima idea!Remus come lo sai come lo chiameranno nel futuro?”

Remus:”Me lo ha detto la maga Circe. Sai con la bella stagione sono stato a San Felice Circeo al mare li c’è una maga alla montagna, niente male pure bella..”

Seneca: “E quanto l’hai pagata per questa notizia?”

Remus:”Partecipazione a 7 lezioni gratuite ai nostri corsi”.

Seneca:”Ma daiiii..”

Remus:”Si Seneca tutti ingiro ci vedono immensamente felici e vogliono imparare gli chiederemo cifre esorbitanti per partecipare e cosi pagherai il superdebito.”

Dice Remus soddisfatto.

Seneca:”Siiii..Fantastico.Va bene!Facciamo subito le iscrizioni.Faremo la scuola al tempio di Giove.”

Dice Seneca felice sorridente con lo sguardo luminoso di gioia.

Scena 7 INT. / Tempio di Giove / GIORNO

Seneca dopo aver fatto tante conferenze pubblicitarie sui vantaggi dell’autoironia sulla salute psicofisica e nel miglioramento dei rapporti soprattutto sessuali e amorosi, cosa a cui i romani tenevano molto.

Riceve numerosissime iscrizioni alla scuola da parte di tutti nobili e ricchi della città compresa la partecipazione di Cesare l’imperatore che nell’aula del tempio aveva una sedia trono elevata da dei marmi.

Seneca: “Ciascuno di noi cari amici per essere autoironico deve esaminare 3 aspetti della propria personalità:

1° la prospettiva divertente personale 

2° capire i propri difetti

3° l’esagerare i propri difetti nel pensarli e nel parlarne a se o al prossimo 

4° capire il proprio lato umano parlandone spontaneamente se lo sentite

IMPERATORE: “Però interessante!”

ALLIEVI:”Oooooo… Seneca la dea Minerva ti protegga! E’ bello ciò che insegni!”

Seneca:”Bene ora vi faccio un esempio mio.La mia prospettiva divertente personale è che vorrei convincere gli schernitori ad essere autoironici.L’esagerazione e che ci provo sempre e  con chiunque non è autoironico anche a rischio della salute personale. Il mio maggior difetto è che non ho difetti.L’umanità è che godo nel vedere le persone felici e gioiose in se stesse e della propria vita.Siete daccordo?”

Alievi:”Siiiiiiiiiiii…clap!clap!clap!clap!”

I corsiti felici battendo le mani ad unisono.

Seneca:”Bene! Adesso vi farò un esempio di come si parla in modo autoironico per essere felici.”

Allievi:”Siiiiiiiiiiiiiiii!”

Seneca: “Se le botte prendo non è per me un tormento!”

Allievi:”E mica fa ridere…muaaa..booo..uhmmm..”

Seneca:”Riprovo scusate.Vedere i romani felici mi fa bene alle narici!”

Allievi:”A che schifooooo!”

Imperatore: “Che orribili versi.. Abbassando il pollice verso come per condannare a morte il gladiatore durante i giochi.”

L’imperato ha una espressione disgustata del viso, in modo specifico puoi vedere la bocca per sbiego che ha.

Romolus:”Egregio ed Eccellentissimo Seneca c’è tua moglie fuori che ha un problema con uno schiavo disubbidiente ti desidera fuori con urgenza.”

La situazione peggiora.Romolus e Remus intervengono a salvarlo con una scusa. Fuori non c’è la moglie.

Tutti si calmano e Seneca non sapendo che fosse una scusa esce fuori preoccupato.

Scena 8 Est. /Tempio di Giove /pomeriggio

Remus:”Seneca che risultalti stai ottenendo con i corsisti?”

Seneca:”Pessimi.Si sono scandalizzati alle mie battute?”

Romolus:”Che cosa non sta funzionando secondo te?

Seneca: “Non ho fatto delle battute autoironiche in cui loro si identitificano.”

Remus:”In cosa non si identificano specificatamente?”

Seneca:”Non è qualcosa che tocca la loro vita personale soldi,sesso,successo,lavoro,figuracce,vergogna.”

Notabili:”Ahhhh…Meno male.Ci sei arrivatooo…”

Seneca: “Che cari allievi. Gli allievi che aiutano il maestro. Il sogno di ogni insegnante. Rientriamo so cosa dire ora!”

Rumore di tonfo:”Stu..tu..tum.”

Remus:”Aaaa… uaaaaaa..O che dolore.. Che doloreee!”

Mentre rientriano nella sala del tempio per l’insegnamento Remus prende una scivolata sul marmo della porta di entrata e si sloga il piede gridando dal dolore.

Romolus:”Seneca vai tu da solo a insegnare. Porto Remus dal medico!”

Seneca: “Mi dispiace molto per Remus. Si vai. Te visurum!”

Romolus accompagna Remus zoppicante a un carro fuori per farlo curare,lo carica sopra il carro e parte.Seneca gku dice arrivederci (te visurum)

Scena 9 INT. /Tempio Giove / Pomeriggio

Seneca”Eccomi!scusate ho risolto il problema.Riprendiamo l’insegnamento!”

Dice seneca alla classe sorridente.Lo puoi vedere con occhi aperti luminosi,postura del corpo dominante e sorridente in viso.

Allievi: “Speriamo bene..”

Seneca:”Sono goloso..golosissimoo..”

Allievi:”Aaa..siiii?”

Seneca:”Quando mia moglie mi fa il pane fritto ricoperto di miele lo mangio veloce!

Veloce.Veloce!”

Allievi:”Oooooo…ma daiiii.”

Imperatore:”Interessantee!”

Lo puoi vedere che lo guarda sporgendo il busto verso di lui.Con occhio destra accigliato simpaticamente.

Seneca: “Ricordo che mi sfuggi  e ho colpito nell’occhio destro, 

 il mio cane Bingus.”

Allievi:”E che ha fatto il cane?”

Seneca:”E andato a nascondersi tra le gonne di mia moglie

piangente.”

Allievi:”Eppoii?”

Seneca:”Gli ho detto:”Ma che uomo seiiii? Muscolosooo..Il mio

cane l’ho chiamato Muscoloso.”

Allievi:”Ua..ah..ah..ah..ah..Ua..ah..ah..ah..”

Seneca:”Prrrrrr…prrrrr…Scusate devo andare a fare dei bisogniiii fisiologici!”

Mentre fa lezione gli prende un attacco di diarrea e scurreggiando fortemente scappa al bagno pubblico.

Allievi:”Che schifooo..che puzza!Uaaaaa…”

Imperatore:”Uaaaaa…”

Esclama con espressione di disgusto e pollice verso (pollice in giu)

Seneca continua le lezione tientrando imbarazzato e facendo indentificare la classe per qualche ora e provare agli allievi il loro lato comico in modo da riderne.

Scena 9 EST. / Strade e piazze di Roma / MATTINO

E cosi inizia mesi di formazione verso tutti gli abitanti di Roma. Bisogni fisiologici permettendo. Tutta Roma fa autoironia e nessuno più prende ingiro e schernisce gli altri compreso l’imperatore.

Imperatore:”Porzius mettiti sul trono che ti intrattengo io!”

L’imperatore che di solito al Colosseo durante i giochi dei gladiatori usa intrattenersi con una ragazzo dalla testa piccolissima magrissimo vestito di rosso,lo fa sedere sul seggio imperiale e lui si siede sul suo scanno mentre il ragazzo scherzoso e impetttito lo imita.

PUBBLICO:”Ua..ah..ah..ah..ah..”

LEONE:”Grrruu…”

Un leone fa il verso e si mette una zampa sugli occhi per non vedere.

Scena 10 EST. / Via dei Fori Imperiali / POMERIGGIO

Seneca:”Ma che tempo nuvoloso. Pioverà molto…”

Dice tra se il filosofo passeggiando.

Eventi atmosferici:”Tuuu…tu..tum..Uaaaaaaaa…Shhhhhhh..shhhhhh…”

Scoppia una violenta grandinata  con tuoni,vento impetuoso,pioggia forte che colpisce Seneca.

Seneca:”Oddio!Oddio!”

Seneca fugge per trovare un riparo

Rumore caduta:”Tum..Splash!”

Seneca scivola e cade facendosi male.

Seneca:”Aiaaaaaaaaa…”

Gridando come Tarzan nella giungla..

Guardie:”Aiutiamolo..il filosofo è caduto. Su forza!”

Dei centurioni lo sollevano e facendogli da sedia con le mani lo portano al riparo tra i portici del Colosseo.

Seneca: “Mamma mia che male…uuuh.. per Giove!”

Lamentandosi Seneca tra i portici del Colosseo aspetta che smette di piovere.

Dopo due ore spunta il sole e Seneca ripresosi dalla caduta e sereno esce in strada e riprende a camminare,gioioso dello splendido tramonto serale.

NOTABILI:”O Senatore Caius siamo noi che ti votiamo e poi ti critichiamo.Mettici al tuo posto a camminare nelle tue scarpe curaci!”

Dicono due notabili che nei mesi prima schernivano malevolmente il senatore citato che stava passando vicino a loro.

2 MATRONE:”Corchius la verita e che ti disprezziamo perche sei tanto bello e sfortunato e noi tanto ciccione!”

Al passaggio di un eunuco che le donne al passaggio nella strada schernivano.

Bambini:” Carlus per ogni schiaffo cattivo datoti ti giriamo la guancia! Scegline una e colpisci!”

Seneca vede queste persone parlare e comportarsi in modo autocritico e ironico e rimane colpito e felice inaspettatamente.

Decide di andare al colosseo a vedere i giochi serali dei gladiatori per allietarsi la nottata.Assiste al primo incontro eccitato a un certo momento il gladiatore Marius vince su Ercisius buttandolo esausto a terra.

MARIUS:”Adesso dovrei ucciderti Ercisius..”

ERCISIUS:” Gia!!”

Mantenendo un cotegno professionale, pur se pronto a varcare le soglie dell’altra dimensione,con estremo dolore personale.

Marius:”Invece no!”

Ercisius:”Come no!”

Marius:”Ho deto no!Voglio che mi uccidi tu!Basta! Sono stanco

vinco sempre.Mi annoio!”

Imperatore:”Comeeeee…??”

L’imperatore sconvolto non poteva permettere che il suo miglior gladiatore morisse non si sarebbe

più divertito.

Imperatore:”Chiama immediatamente le ragazze pon..pon!”

Ordina al segretario personale.

Una flotta di bellissime ragazze giovani e allegre vengono mobilitate al colosseo nell’arco di pochi secondi.

Ercisius:”Va benee..Se proprio lo vuoiiii..”

Ercisius sta per accoltellare Marius che felice sta ponendo fine a quella vita noiosissima.( depressione acuta.)

Imperatore:”Fermi!I giochi sono terminati.Adesso facciamo una sfilata di moda. Ideata da Dolcius Galbanius il sarto piu famoso di Roma. Uomini comprate gli abiti più belli per onorare le vostre bellissime mogli con regalo!”

Annuncia l’imperatore al pubblico.

I due gladiatori vengono inviati ad uscire dagli schiavi di servizio dell’arena che vanno a sedersi in

panchina a vedere divertiti e curiosi.

Entrano ragazze bellissime e dal sorriso bianco vergini che cantano inni a venere, vestite di biachissimi abiti eleganti.

RAGAZZE:”Pulchra es mater nostra Venus!”

Le ragazze cantano in latino “Venere sei la nostra madre bella!”.

Seneca:”E’ bellissimo!Che gli dei siano ringraziati.!

Seneca esce dal Colosseo felice che il suo sogno si sia realizzato aveva insegnato l’autoironia al popolo e lo aveva reso felice ripagando i suoi debiti.

FINE

International copyright S.I.A.E. (Italian Society of Authors and Publishers) the text cannot be reproduced in written, cinema-TV ,internet videos form without the written authorization of the author Luigi Della Valle.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »