Seneca e i notabili buontemponi.

Gli antichi romani purtroppo avevano il cattivo gusto di ridere delle menomazioni altrui e Seneca cita in una delle sue opere una certa Arpaste, una serva matta ereditata dalla prima moglie “che non sa di essere cieca (…) e dice che la casa è buia”. Il filosofo afferma con grande umanità che è contrario a ridere delle miserie della gente […]

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